La regola dei 10mila passi è una leggenda metropolitana

Quante volte abbiamo sentito un nostro conoscente affermare che occorre camminare collezionando almeno 10mila passi al giorno? Anche le fiction provenienti da oltre oceano, del resto, hanno a lungo veicolato questo teorema, spingendo molte persone a pensare con terrore alla necessità di contare i passi compiuti nel corso della giornata.
Peccato che si tratti più o meno di una semplice leggenda metropolitana, nata nel 1964, in corrispondenza con le Olimpiadi estive di Tokio. In vista delle quali una azienda nipponica decise di lanciare il suo contapassi con una azzeccata campagna promozionale, che fissava proprio a 10mila il numero dei movimenti da compiere ogni giorno per mantenere una notevole efficienza fisica.
Da quel momento è passata molta acqua sotto i ponti, ma quello che era in fondo un semplice slogan pubblicitario, senza alcun fondamento scientifico, è assurto a vero e proprio dogma sino ad entrare nell’immaginario collettivo.

In effetti camminare fa bene

Quindi, la regola dei 10mila passi non corrisponde ad alcuna vera necessità di carattere scientifico, potendo al massimo essere equiparata ad una semplice risposta in termini di buon senso ad una esigenza reale, quella di camminare il più possibile per non cedere alla sedentarietà e favorire per questa via l’efficienza fisica. Proprio alla luce del fatto che molte persone svolgono lavori sedentari o talmente prolungati in termini di orario da non permettere di camminare nel corso del giorno, questa regola è diventata soprattutto nel corso degli ultimi anni una sorta di totem. Perché in effetti camminare fa bene e lo dimostrano molti studi condotti nel corso del tempo. Ognuno di noi, però, dovrebbe camminare per il tempo necessario al suo fisico, senza standard prestabiliti, avendo cura magari di stancarsi il giusto e non esagerare con pratiche che possono avere conseguenze negative, ad esempio sotto forma di infiammazioni ai muscoli delle gambe.

Il contapassi

Che si tratti di 10mila o più passi, camminare fa bene e chi vuole effettivamente contarli può ancora oggi contare sul contapassi, dispositivo che da quel lontano 1964 ha fatto passi da gigante sotto il profilo tecnologico, sino a trasformarsi in una sorta di computer portatile, oltre che in un vero e proprio gadget, con le case di sportwear pronte a disputarsi la clientela a colpi di contapassi sempre più trendy e intriganti da un punto di vista puramente estetico. Chi voglia conoscere più nel dettaglio il dispositivo, può comunque giovarsi della presenza online di una lunga serie di siti in grado di proporre guide ed informazioni che possono condurre infine ad una scelta ottimale.